Ti è mai capitato che il corpo ti dicesse di fermarti, ma la testa facesse finta di niente?
A me sì, più volte.
Oggi è domenica, non sono in gran forma… e mi sono concessa un lusso raro: un bel bagno caldo. Lusso perché non sempre nei posti dove ho vissuto avevo una vasca (!), e anche perché, da buona ingegnera ambientale, cerco sempre di consumare poca acqua, con docce rapide e “ragionevoli”.
Guardando i miei piedi immersi nell’acqua calda, mi è venuto spontaneo pensare a quante volte il mio corpo ha cercato di dirmi “fermati”. Solo che per anni non l’ho sentito, o non ho voluto ascoltarlo. Finché il tempo, e con lui anche i primi segnali della menopausa, non mi hanno costretta a farlo davvero.
Sono sempre stata un tipo “diesel”, come mi prendono in giro le mie amiche: piccola, potente e instancabile. Anche adesso amo fare mille cose, ma oggi molto più di prima mi ascolto per capire se sono quelle giuste, in questo momento.
E quando posso, scelgo. Oppure cerco un compromesso che mi faccia stare bene.
Oggi, immersa nell’acqua, mi accorgo che ascoltarmi è diventato il mio nuovo modo di essere forte.
Ed è proprio da qui che voglio partire: da quei piccoli segnali che il corpo ci manda, soprattutto in menopausa, quando imparare ad ascoltarli può davvero cambiare tutto.
Se entri nel mio blog per la prima volta, benvenuta!
Io sono Fosca , viaggiatrice nell’anima e nel corpo, italiana di origine e al momento in girovagamento! Se vuoi sapere qualcosa di più su vai a dare un’occhiata a chi sono!
Come capire i segnali del corpo durante la menopausa (anche quelli interiori)?

Oggi ho “vinto” due segnali in uno: notte quasi insonne e stomaco in subbuglio.
Anni fa avrei pensato: “Ieri sono uscita e ho fatto tardi, sarà stato quello” e avrei tirato dritto.
Certo, diciamocelo: probabilmente anche quello conta. Ieri sera ho davvero fatto tardi (tardi… mezzanotte! La nuova Cenerentola a cinquant’anni!), ho cenato fuori, e forse semplicemente ora sono più sensibile a certi “eccessi”. Non sempre bisogna cercare significati profondi dietro ogni piccolo malessere.
Ma la differenza rispetto a prima è che ora mi vengono spontanee le domande. Quando “non mi sento a posto”, non archivio subito il messaggio: mi fermo e ascolto.
E inizio a chiedermi: qual è la causa e qual è l’effetto? O è tutto insieme? È solo il corpo, oppure il corpo sta dicendo qualcosa che la mia testa, sempre piena, sempre accesa, non vuole sentire?
A volte ho l’impressione che mi serva proprio fermarmi fisicamente, quando la mente corre troppo.
E poi mi chiedo: e se fosse la mia parte più profonda, quella che chiamo anima, a dirmi che ha bisogno di altro nutrimento? Di tempo, di respiro, di spazi vuoti?
Non prendetemi per esagerata: queste domande arrivano da sole, e sorprendentemente arrivano anche le risposte, quelle giuste.
E forse è proprio lì che comincia il vero ascolto: quando smetti di giudicare ciò che senti e inizi semplicemente a stare a sentire.
Come rallentare e prendersi cura di sé in menopausa (senza sensi di colpa)?

Ognuna di noi ha vissuto momenti di “non-benessere” anche prima della menopausa, anzi, spesso sono gli stessi segnali che poi ritornano in questa fase della vita. Ne parlo più a fondo in quest’altro articolo.
In realtà, dentro di noi sappiamo già cosa ci serve quando non stiamo al meglio: cosa ci calma, cosa ci fa tornare piano piano a star bene.
Per me lo stomaco è sempre stato un punto sensibile, ma anche un radar potentissimo: è il mio fuoco interiore, quando brucia al punto giusto è il mio motore, quando esagera mi manda subito fuori rotta.
La tisana o il bagno caldo non sono certo scoperte recenti. E nemmeno la sciarpa rosa, vecchissima, di mia madre: ora che vivo di nuovo vicino a lei posso “rubargliela” quando ho mal di pancia, per avvolgerla intorno al ventre. E funziona sempre! Forse non è lo stomaco in sé ad aver bisogno d’aiuto, ma una coccola familiare, un gesto che mi fa sentire al sicuro.
Abbiamo tutte i nostri rimedi personali, ma spesso li applichiamo in automatico, senza chiederci se sono ancora ciò che ci serve davvero oggi. E allora, fermiamoci. Anche solo mezz’ora può bastare. Concediamoci quel tempo per ascoltarci davvero, e magari aggiungere qualcosa di nuovo a ciò che già facciamo.
Per esempio, una piccola pratica di Yoga più consapevole: per il mio stomaco “inceppato”, oltre alla sciarpa rosa, mi stendo sul letto, appoggio le mani sul ventre e respiro lentamente. Inspiro fino all’addome, senza forzare, con gentilezza, ed espiro il più a lungo possibile, magari con un suono leggero. È sorprendente quanto l’espiro lungo aiuti a calmare.
In quest’ultimo anno di grandi cambiamenti, di cui ho parlato in “Cambiare vita e lavoro a 50 anni“, ho riscoperto il riposo come parte della mia vitalità: non assenza di attività, ma un atto di cura.
E tu, come vivi i tuoi momenti di riposo?
Quando “esserci” diventa pratica di benessere
Per me la piccola conquista di ogni giorno, quel mio 1 % che riesco a compiere, è imparare a stare in ogni momento: forti delle esperienze passate, con un occhio a ciò che ci attende nel domani. È un modo per curare il mio benessere nel fluire del tempo, con gentilezza.
Con i piedi immersi nell’acqua calda oggi, ho sentito il mio corpo cominciare a mollare, rilassarsi. Dopo qualche tisana, lo stomaco ha dato segni di ripresa (e un piccolo vuoto che sa di fame!). Da quell’acqua è nato un pensiero dolce: “Oggi non devo fare niente. Solo esserci per me.”
Magari anche tu hai bisogno di fermarti un attimo? Non per arrenderti, ma per ritrovarti.
E ti lascio un piccolo esercizio yoga per te (da fare anche da sdraiata):
Sdraiati in posizione comoda, mani sul ventre. Inspira con gentilezza fino all’addome, espira lentamente senza forzare, lasciando che l’addome si rilassi e segua il ritmo del respiro. Ripeti per 3-5 minuti. Nota come cambia la sensazione nel corpo: l’addome, il torace, i piedi. La testa!
Se vuoi, possiamo fare insieme un passo ulteriore: nello yoga che propongo per la menopausa, esploro posture attente, respiro consapevole e pratiche corporee, non per fare di più, ma per fare meglio. Se senti il richiamo, contattami e ti accoglierò con grande piacere in questo spazio di attenzione e cura.
