Tutto mi aspettavo un anno fa, tranne di vedere interrotta la mia carriera di ingegnera, portata avanti con impegno e dedizione fino ad allora.
E invece è successo, e mi sono ritrovata a farci i conti… figurativamente, ma anche proprio i conti economici.
Te lo ricordi? Ne avevo già parlato un po’ qui.
La parte più faticosa, però, non sono stati i numeri o le notti passate a fare proiezioni per arrivare a fine mese (importanti, vanno fatti!).
È stato altro: sentire intorno a me troppe voci che buttavano addosso l’idea che la non linearità non sia “normale”.
E tu? Qual è la storia non lineare che ti porti dietro e che merita voce, spazio e dignità?
Se ti va, raccontamela nei commenti o scrivimi: costruire narrazioni nuove è molto più facile quando lo facciamo insieme.
Con tempo, studio, lavoro su di me e anche una buona dose di coraggio, ho capito che non c’è nulla di sbagliato.
Che c’è sempre margine d’azione.
E che reinventarsi può essere molto appagante (anche economicamente!).
Se entri nel mio blog per la prima volta, benvenuta!
Io sono Fosca , viaggiatrice nell’anima e nel corpo, italiana di origine e al momento in giro per il mondo! Se vuoi sapere qualcosa di più su vai a dare un’occhiata a chi sono!
E ora, dopo aver rimesso insieme i pezzi della mia storia, entriamo nel concreto: perché quando la vita cambia direzione, la prima cosa da guardare con lucidità sono proprio i soldi e i contributi. È da lì che si riparte, senza panico e con le idee chiare.
Come posso gestire soldi e contributi dopo i 50 (anche se non ho iniziato il mio percorso a 25) senza andare nel panico?
Se, come me, hai sempre lavorato da dipendente, con il cedolino che arriva puntuale ogni 27 del mese e che spesso non hai nemmeno bisogno di leggere perché “tanto ci pensano loro” , quando devi occupartene da sola può sembrarti tutto enorme. E sì, l’ansia sale.
Quindi partiamo da un respiro yogico: 2-3 minuti di inspirazione profonda con un lungo espiro per calmare il sistema.
Poi affrontiamo le cose una alla volta, con decisione e senza paura: se siamo arrivate fino a qui, possiamo imparare anche questo.
Qui sotto trovi una lista essenziale di aspetti da chiarire meglio prima che dopo. Metterli in ordine ti libera spazio mentale e ti evita brutte sorprese. E ricorda: chiedere una mano è segno di forza, non di debolezza. Non fare tutto da sola se puoi evitarlo.
Cosa mettere subito in ordine
- Estratto contributivo: chiedi a un’amica commercialista o contabile (io gioco in casa: ho una sorella!) come leggerlo. Recupera tutti i cedolini degli anni passati e verifica che tutto sia stato versato e corrisposto (TFR, ferie pagate, ecc.).
- Cosa impatta davvero sulla pensione: contatta tutti gli enti pensionistici con cui hai avuto a che fare per ottenere una stima realistica della pensione futura e verificare i documenti mancanti. Negli uffici trovi spesso personale preparato e disponibile, tanto materiale è disponibile online: vai, chiedi, informati.
- Fondi pensione o d’investimento: se hai accantonato qualcosa, informati su costi annui, accessibilità, eventuali penali di uscita e rendimento medio. Solo così puoi capire se conviene mantenerli o spostarli altrove.
- Riscatto degli anni universitari: verifica bene costi, condizioni e vantaggi per capire se è un’opzione sensata per te.
E tu? Da quale di questi punti vuoi partire? Se ti va, raccontamelo: spesso basta condividere un dubbio per sbloccare mezzo cammino.
Che senso ha reinventarsi professionalmente a 50 anni?

Credo che ormai tu abbia capito che la mia risposta è: ha grandissimo senso, senza alcun dubbio, perché l’ho provato sulla mia pelle.
Eppure, tante donne della mia età che incontro mi fanno la stessa domanda:
“Sì, va bene, ma come faccio a rafforzare il mio valore?”
Spesso, però, non si tratta tanto di rafforzare il nostro valore, quanto di farlo emergere. Per anni è rimasto sotto strati di blocchi e con l’avvicinarsi dei 50 anni, e della menopausa, questi strati diventano purtroppo enormi.
Tornando al nostro valore: ti suggerisco di farti un piccolo elenco di domande e cercare con onestà le risposte. Ecco qui una mini-check-list (sì, le adoro!):
- In quale ambito voglio muovermi: quello da cui provengo, uno affine oppure uno del tutto nuovo?
- Quali sono le mie tre competenze top: le riconosco, come stanno (necessitano aggiornamento?) e quanto sono funzionali rispetto al punto precedente? Nel mio caso ho scoperto che la mia esperienza da project manager serve anche per organizzare eventi Yoga, altro che!
- Quali nuove competenze mi servono rispetto al mio obiettivo e come posso procurarmele?
- Quali nuove esperienze posso fare nell’ambito scelto?
E qui entra in gioco anche la rete che hai costruito a 25 anni: qualunque sia l’ambito in cui decidi di «rinnovarti», nutri la tua rete, vecchia o nuova che sia, sarà stimolo, fonte d’ispirazione e “salvagente” quando dovrai bussare a nuove porte.
Qual è una competenza che hai sottovalutato fino ad oggi e che potrebbe diventare il tuo super-potere? Scrivimela nei commenti: mettiamola insieme sul tavolo!
Tutto questo lavoro su competenze, ambiti e rete è fondamentale. Ma c’è un altro pilastro che spesso trascuriamo: il benessere, il corpo, la presenza, perché reinventarsi a 50 anni non è solo cambiare lavoro, è cambiare vita da dentro.
Come ritrovare chiarezza e serenità (anche finanziaria) dopo i 50 con Yoga e presenza?

Ti è mai capitato di pensare: “È faticoso tornare sui libri a 50 anni… la sera sono stanca morta”?
Un’amica, 55 anni, tre figli, lavoro full-time, si è riscritta all’università per studiare Educazione Digitale. E oltre al suo entusiasmo, la frase che sento più spesso è proprio quella sulla stanchezza.
Se studiare a 50 anni è faticoso, figuriamoci cambiare vita!
Ecco perché occorre prendersi cura di sé: corpo, mente, energia.
Dobbiamo ritrovare equilibrio e radicamento: chi siamo, cosa vogliamo, piccoli passi chiari e scegliere a cosa aggrapparci quando il vento soffia forte.
Riduciamo lo stress e l’ansia legati all’incertezza: ogni volta che pensi “non ce la faccio”, fermati e chiediti: “È davvero un ostacolo insormontabile, oppure è la mia mente che lo sta ingigantendo?”
E poi: con chi posso parlarne? La solitudine è un buco nero affascinante solo lassù in cielo.
Le relazioni, che siamo amicizie, collaborazioni, contatti, sono state e sono ancora oggi il mio “divano” su cui rannicchiarmi quando fuori infuria la tempesta.
Usiamo il corpo come bussola nelle decisioni: se l’ansia mi provoca mal di stomaco, forse ho bisogno di una pausa. Vasca da bagno piena d’acqua calda? Respirazione lenta? Tappetino yoga? Sì, possiamo fare tutto questo.
Mini-routine da provare: 5 minuti per ritrovare presenza
| 2 minuti di respiro dell’oceano | Inspira lentamente dal naso ed espira lentamente dalla bocca aperta come se stessi appannando lo specchio |
| 1 minuto il Gatto | A quattro zampe, inarca la schiena dolcemente quando inspiri e fai la gobba quando espiri |
| 1 minuto Viparita Karani | Piedi al muro, gambe piegate, solleva il bacino e metti le mani dietro la schiena. chiudi gli occhi e respira |
| 1 minuto di silenzio | Seduta a terra o su una sedia, occhi chiusi, respira regolare non forzare, con una mano sul cuore e una sul ventre |
Qual è un’abitudine di benessere che hai messo da parte e che ora potresti riscoprire per sentirti più radicata? Scrivimela nei commenti: insieme potremmo trovare nuove idee.
Ok, allora: si ricomincia. Sì, anche dopo i 50
Abbiamo messo in ordine i numeri, esplorato come valorizzare la nostra esperienza professionale, accarezzato la presenza del corpo e dell’anima. Ora, davanti a te, c’è una bella pagina bianca: puoi scrivere il prossimo capitolo della tua vita, non come sei stata, ma come scegli di essere.
Non è solo una questione di “cosa farò”, ma di “chi sarò”, con presenza, chiarezza e voglia di sperimentare. Perché sì: anche a 50 anni (e più), cambiare fa senso, riscoprire fa bene, reinventarsi fa vita.
E non sei sola in questo cammino: siamo insieme.
Ora tocca a te: qual è un piccolo passo che puoi prendere questa settimana per dare inizio a quel capitolo?
Scrivimelo nei commenti, o inviami un messaggio, leggo ogni parola.
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