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Evolve Explore and Empower by Fosca Romani

Ashram: cos’è e come ci si vive

Fosca Romani, Aprile 5, 2025Aprile 19, 2025

Ti è mai capitato di sentire una voglia irrefrenabile di staccare la spina? E la tua amica che, a proposito, ti racconta di essere appena tornata da un’esperienza fantastica in un ashram e tu ti chiedi: “ Ma che cos’è un ashram?

In questo articolo ti racconto non solo cos’è un ashram, e dove puoi trovarne qualcuno in Italia per fare magari una prova invece di partire di botto per l’India, ma anche come ci si vive, visto che ci sono appena stata (e proprio in India…), così ti fai un’idea se ti piace!

Se entri nel mio blog per la prima volta, benvenuta!

Io sono Fosca , viaggiatrice nell’anima e nel corpo, italiana di origine e al momento in giro per il mondo! Se vuoi sapere qualcosa di più su vai a dare un’occhiata a chi sono!

Cos’è un ashram: dalla tradizione al mondo moderno

Ashram Gandhi in India (Aby Zachariah, Unsplash)

L’ashram, parola che in sanscrito significa “luogo di sforzo spirituale”, nasce nell’antica India come comunità guidata da un guru, dove i discepoli vivono per dedicarsi alla meditazione, allo studio dei testi sacri e alla crescita interiore.

Storicamente, questi luoghi erano rifugi lontani dal caos cittadino, centri spirituali dove si praticavano meditazione, yoga e servizio alla comunità, come l’ashram di Mahatma Gandhi a Sabarmati.

Oggi, gli ashram mantengono questa vocazione spirituale, ma si sono adattati alle esigenze moderne: gli ashram odierni accolgono non solo ricercatori spirituali, ma anche curiosi e stressati cittadini del mondo in cerca di quiete.

Molti offrono ritiri intensivi, corsi di yoga avanzato e attività terapeutiche, pur conservando un’atmosfera di semplicità e condivisione. Alcuni, come l’iconico Osho International in India, sono diventati meta parecchio turistica.

La sfida che vedo? Bilanciare tradizione e accessibilità senza snaturare l’essenza.

Gli ashram in Italia: quali sono e dove trovarli (alcuni)

L’Italia ospita diversi ashram, spesso legati a scuole di yoga, meditazione e persino tradizione strettamente induista. Insomma ce n’è un po’ per tutti i gusti, se si vuole “assaggiare” questa esperienza non allontanandosi troppo da casa.

Gli Ashram dedicati allo yoga, in Italia, sono per esempio:

  • Yoga Ratna Ashram di Gabriella Cella a Piacenza, dedicato alla pratica dello Yoga Ratna
  • Yoga Vidya Ashram, affiliato alla scuola di Paramhansa Satyananda, che propone settimane residenziali con pratiche yogiche e karma yoga a Città di Castello (Perugia)
  • Satyananda Ashram Italia che promuove la pratica seguendo la tradizione del Satyananda Yoga in provincia di Rimini

Passando alla meditazione, l’Italia vanta:

  • in Puglia, l’Ashram Bhole Baba combina insegnamenti induisti con il tipico calore mediterraneo
  • in Toscana, c’è l’Istituto Lama Tzong Khapa, un centro di studi buddisti riconosciuto a livello internazionale
  • in Piemonte, si trova Albagnano Healing Meditation Center (Verbania), legato al buddhismo tibetano

Molti sono gestiti da italiani convertiti a filosofie orientali, altri da guru stranieri. Attenzione però: non tutti sono riconosciuti ufficialmente, quindi meglio verificare le referenze prima di partire.

Se volete legere di più su alcuni di questi vi rimando qui.

Come si vive in un ashram: routine e sorprese

Il mio angolo personale e il mio letto nella stanza condivisa nel mio ashram indiano
Il mio angolo personale nella stanza condivisa nel mio ashram indiano (Fosca Romani, 2025)

Vivere in un ashram è un’esperienza intensa scandita da routine quotidiane: ci si sveglia all’alba, si lavora (spesso con il karma yoga, ovvero mansioni utili alla comunità) e si mangia vegetariano.

Le giornate includono pratiche come lo yoga, il canto di mantra e sessioni di silenzio e meditazione, in un’atmosfera di condivisione e rispetto delle regole (spesso vietati alcol, tabacco e dispositivi elettronici).

Alcuni ashram richiedono silenzio per ore, altri organizzano dibattiti filosofici.

La condivisione fisica e spirituale con altre persone è arricchente, ve lo posso assicurare, ma c’è chi fatica con la semplicità estrema (dormire in stanze spartane condivise, spesso docce fredde…). Ne ho viste alcune partire all’improvviso sia a causa delle condizioni “pratiche” e altre a causa della difficoltà di venire a patti con qualcosa di se stesse che è emerso nelle giornate condivise, e che decisamente non si aspettavano.

Ecco, credo sia importante partire con un bagaglio leggero di aspettative, mente e cuore aperti a quello che verrà. E sapere che anche il fatto di lasciare fa parte dell’esperienza in un ashram.

E per vissuto personale e di molte con cui l’ho condiviso, quasi tutte descrivono un senso di leggerezza e pace interiore, favorito dalla disconnessione dal mondo esterno e dalla concentrazione su sé stesse. E tornano a casa rigenerate, con una valigia più leggera, seppur piena di domande, ma anche qualche risposta.

La mia esperienza in un ashram indiano

Vista dall'alto del mio ashram indiano (www.yogapoint.com)
Vista dall’alto del mio ashram indiano (www.yogapoint.com)

A gennaio sono partita per l’India con un obiettivo preciso: passare un mese in un ashram per formarmi e diventare insegnante di yoga.

La mia idea di ashram? Quella di molte: un luogo di ritiro spirituale, un’oasi dell’anima dove si pratica meditazione, yoga e si cerca una connessione più profonda con sé stesse e con il divino. Guidato spesso da un maestro (il guru), è un posto semplice e sereno per ricaricarsi e crescere interiormente. Questa la teoria, ma la pratica?

Immagina svegliarti alle 5 del mattino con il profumo di tè alle spezie che riempie l’aria, mentre le stelle ancora brillano. È così che inizia la giornata nel mio ashram in India: sveglie all’alba, mantra cantati a voce bassa e sessioni di yoga intenso per risvegliare il corpo intorpidito. Dopo la pratica, arriva il karma yoga: un’ora dedicata a pulire, aiutare in cucina… Proprio qui, tra risate e chiacchiere, ho capito la bellezza del servizio disinteressato e della condivisione di semplici attività quotidiane.

I pasti si consumano in silenzio, scoprendo che il cibo ha un sapore diverso quando lo mastichi con presenza. Il pomeriggio è per lo yoga nidra – il riposo in presenza – e lezioni teoriche con guru saggi e meravigliose storie serali. Qui ho trovato un ritmo lento ma intenso, che mi ha lasciato carica e piena di domande, e qualche risposta da cui cominciare a costruire del nuovo.
Se vuoi leggere il resoconto dettagliato della mia giornata nell’ashram vai a sbirciare qui!

E tu hai mai pensato di andare a passare un periodo in un ashram? E hai già trovato quello che fa per te? Scrivimi e raccontami i tuoi piani!

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