Eccoci qui, a parlare di una fase cruciale nella vita di ogni donna: la menopausa.
E diciamolo subito, senza tanti giri di parole: il modo in cui la raccontiamo—o ce la raccontano—fa piuttosto schifo.
Le parole contano. Definiscono, danno forma, creano legami e, sì, sono anche politica. Quindi partiamo proprio da qui: da come parliamo di menopausa, da come viene descritta nella cultura, nei media e persino tra di noi. Perché il linguaggio che usiamo modella il nostro sguardo e il nostro vissuto, anche in menopausa, anche over 50. E quindi è ora di cambiare narrazione!
Se entri nel mio blog per la prima volta, benvenuta!
Io sono Fosca , viaggiatrice nell’anima e nel corpo, italiana di origine e al momento in giro per il mondo! Se vuoi sapere qualcosa di più su vai a dare un’occhiata a chi sono!
Menopausa: un nome, un destino?
La parola stessa, menopausa, viene dal greco: “menos” (mese) e “pausis” (fine). E già dal nome parte male.
Porta con sé l’idea di perdita: la fine del ciclo mestruale, certo, ma anche la fine di ciò che la società ha a lungo considerato “l’utilità” delle donne—gli anni riproduttivi.
Sottinteso? Finito il ciclo, finita tu.
E non è tutto: menopausa è spesso sinonimo di invecchiamento, e nella nostra società, questo è ancora un marchio d’infamia, anche se ci raccontiamo che non è così.
Non ci sorprende (troppo) allora che venga vissuta e raccontata come qualcosa da temere, da nascondere o, peggio, di cui vergognarsi. E se possibile da posticipare il più a lungo possibile, almeno nelle apparenze!
Perchè la narrazione della menopausa fa schifo?
Ho iniziato a scrivere questo articolo cercando qualche immagine di accompagnamento. Ho trovato quello che mi aspettavo, ma mi sono ri-sentita male lo stesso. Mi sono ritrovata immersa nei peggiori stereotipi sulla menopausa—quelli che ci fanno sembrare malate, ci vogliono invisibili o ci immaginano Wonder Woman. Fuori posto, comunque.
Ecco qualche “perla” di quello che ho trovato online:
- Donne sofferenti, spesso ritratte in stanze semibuie, quasi sempre da sole, in una penombra che non ha nulla di confortante ma che vuole nascondere: messaggio implicito? La menopausa è dolore, solitudine e va vissuta nel silenzio, standosene a casa meglio se a luci spente. Con un po’ di vergogna come sovrappiù.

- Donne circondate da farmaci e integratori: la menopausa è una malattia da curare. Perché sì, stiamo “deviando” da quello che il mondo si aspetta da noi: corpi giovani, emozioni sotto controllo, mente performante. E intanto questa narrazione alimenta un mercato milionario sulla nostra pelle

- Donne modello Jane Fonda, impeccabili e in forma smagliante “nonostante” l’età. In fondo la normalità come ce la raccontano, il nostro dovere anzi, è restare perfette, scolpite, motivate… e magari pure sorridenti. Come se fossimo tutte nate regine dell’aerobica! Ma a che prezzo? In termini di tempo, soldi, energie?

Non che non me lo aspettassi—ma mi si è rivoltato qualcosa dentro. E sai che c’è? Mi ribello a questo rivoltamento!
Perché dobbiamo rifiutare questa narrazione sulla menopausa che fa davvero schifo e crearne una nostra, più vera, più sfaccettata, più libera e potente.
E allora ti chiedo: come possiamo ribellarci insieme? Che ne dici di iniziare raccontando noi la nostra versione della menopausa, noi che la viviamo e che vogliamo sentirci libere di viverla e raccontarla in prima persona?
Come possiamo cambiare il racconto della menopausa?

La menopausa: non la fine, ma un nuovo inizio
E se provassimo, davvero, a cambiare prospettiva nel racconto della menopausa?
Se smettessimo di accettare la solita narrazione—quella che vuole la menopausa come l’inizio della fine—e iniziassimo finalmente a raccontarla per ciò che può essere: un nuovo inizio?
La vita di una donna è fatta di cicli, e ogni ciclo porta con sé trasformazioni, evoluzioni, nuove possibilità. La menopausa può diventare un’occasione potente per riordinare le priorità, valorizzare l’esperienza accumulata, riscoprire passioni dimenticate, coltivare relazioni più autentiche… o anche cambiare strada, lavoro, vita.
Basta con il mito della “perdita”. È ora di riprenderci la narrazione e dire ad alta voce che la menopausa può essere una rinascita. E diciamolo: suona molto più intrigante, no?
Non libertà dal ciclo mestruale, ma consapevolezza del ciclo più vasto in cui siamo
La menopausa non è solo la fine del ciclo mestruale. È una fase dentro un ciclo molto più ampio, fatto di tappe, svolte e risvegli. È l’inizio di un nuovo ciclo, profondamente consapevole.
Per troppo tempo ci hanno impedito di conoscere davvero i nostri corpi. La consapevolezza mestruale è stata ignorata, negata, derisa. Ma la buona notizia è questa: non è mai troppo tardi per impararla. Neanche quando il ciclo scompare.
Personalmente, questa idea—che il ciclo mestruale è solo uno dei tanti cicli della nostra vita—mi ha fatto cliccare qualcosa nel cervello. Mi sono detta: “Ma allora, se i cicli sono tanti e quello mestruale è solo uno, io non finisco solo perché finisce lui. Io continuo!”
E non so voi, ma io questa cosa non l’avevo mai davvero pensata così chiaramente. E invece mi ha fatto un bene enorme. Mi ha rimesso in movimento proprio quando mi sentivo bloccata come non mai.
La menopausa è potere: cominciamo a raccontarlo
Secondo alcune culture native, nella menopausa diventiamo il nostro potere. E no, non è solo una frase suggestiva che ho letto: è un invito.
È il momento in cui possiamo finalmente decidere smettere di vivere dentro i cicli imposti da altri—famiglia, lavoro, società—e iniziare a seguire il nostro ritmo, la nostra verità.
La menopausa è un tempo di riorientamento. Di ascolto. Di scelte nuove. Possiamo decidere con più lucidità, con meno bisogno di accontentare o spiegare.
Possiamo riscoprire chi siamo, davvero, senza filtri, senza finzioni.
Come scrive una autrice della mestrualità (che sì, è una parola vera e potente), la menopausa è come la sera: puoi desiderare divano e silenzio, o tacchi e balera, a seconda della tua giornata.
Entrambe vanno bene. Entrambe sono vere. Entrambe sei tu.
Quindi ora ti chiedo: tu, come vuoi raccontare la tua menopausa da oggi in poi?
Scrivimi, fammelo sapere, condividilo con altre donne.
Perché cambiare la narrazione parte anche da noi. Insieme.
