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Evolve Explore and Empower by Fosca Romani

Menopausa: come la raccontiamo fa schifo!

Fosca Romani, Maggio 9, 2025Maggio 9, 2025

Eccoci qui, a parlare di una fase cruciale nella vita di ogni donna: la menopausa.
E diciamolo subito, senza tanti giri di parole: il modo in cui la raccontiamo—o ce la raccontano—fa piuttosto schifo.
Le parole contano. Definiscono, danno forma, creano legami e, sì, sono anche politica. Quindi partiamo proprio da qui: da come parliamo di menopausa, da come viene descritta nella cultura, nei media e persino tra di noi. Perché il linguaggio che usiamo modella il nostro sguardo e il nostro vissuto, anche in menopausa, anche over 50. E quindi è ora di cambiare narrazione!

Se entri nel mio blog per la prima volta, benvenuta!

Io sono Fosca , viaggiatrice nell’anima e nel corpo, italiana di origine e al momento in giro per il mondo! Se vuoi sapere qualcosa di più su vai a dare un’occhiata a chi sono!

Menopausa: un nome, un destino?

La parola stessa, menopausa, viene dal greco: “menos” (mese) e “pausis” (fine). E già dal nome parte male.
Porta con sé l’idea di perdita: la fine del ciclo mestruale, certo, ma anche la fine di ciò che la società ha a lungo considerato “l’utilità” delle donne—gli anni riproduttivi.
Sottinteso? Finito il ciclo, finita tu.
E non è tutto: menopausa è spesso sinonimo di invecchiamento, e nella nostra società, questo è ancora un marchio d’infamia, anche se ci raccontiamo che non è così.

Non ci sorprende (troppo) allora che venga vissuta e raccontata come qualcosa da temere, da nascondere o, peggio, di cui vergognarsi. E se possibile da posticipare il più a lungo possibile, almeno nelle apparenze!

Perchè la narrazione della menopausa fa schifo?

Ho iniziato a scrivere questo articolo cercando qualche immagine di accompagnamento. Ho trovato quello che mi aspettavo, ma mi sono ri-sentita male lo stesso. Mi sono ritrovata immersa nei peggiori stereotipi sulla menopausa—quelli che ci fanno sembrare malate, ci vogliono invisibili o ci immaginano Wonder Woman. Fuori posto, comunque.

Ecco qualche “perla” di quello che ho trovato online:

  • Donne sofferenti, spesso ritratte in stanze semibuie, quasi sempre da sole, in una penombra che non ha nulla di confortante ma che vuole nascondere: messaggio implicito? La menopausa è dolore, solitudine e va vissuta nel silenzio, standosene a casa meglio se a luci spente. Con un po’ di vergogna come sovrappiù.
Donna over 50 sola al buio con sguardo triste e affaticato
Donna in menopausa secondo i motori di ricerca: solitudine e buio! (Amin Zand, Unsplash)
  • Donne circondate da farmaci e integratori: la menopausa è una malattia da curare. Perché sì, stiamo “deviando” da quello che il mondo si aspetta da noi: corpi giovani, emozioni sotto controllo, mente performante. E intanto questa narrazione alimenta un mercato milionario sulla nostra pelle
Donna che tiene in mano un blister di medicinali
Menopausa: malattia da curare e per cui spendere! (Fosca Romani, generato con Canva)
  • Donne modello Jane Fonda, impeccabili e in forma smagliante “nonostante” l’età. In fondo la normalità come ce la raccontano, il nostro dovere anzi, è restare perfette, scolpite, motivate… e magari pure sorridenti. Come se fossimo tutte nate regine dell’aerobica! Ma a che prezzo? In termini di tempo, soldi, energie?
Disegno tipo fumetto di donna tipo Wonder Woman con le parole menopausa, resilienza sullo sfondo
“Donna in menopausa”, secondo Canva, molto Jane Fonda! (Fosca Romani, generato con Canva)

Non che non me lo aspettassi—ma mi si è rivoltato qualcosa dentro. E sai che c’è? Mi ribello a questo rivoltamento!
Perché dobbiamo rifiutare questa narrazione sulla menopausa che fa davvero schifo e crearne una nostra, più vera, più sfaccettata, più libera e potente.

E allora ti chiedo: come possiamo ribellarci insieme? Che ne dici di iniziare raccontando noi la nostra versione della menopausa, noi che la viviamo e che vogliamo sentirci libere di viverla e raccontarla in prima persona?

Come possiamo cambiare il racconto della menopausa?

Tre donne insieme, sorridenti e a occhi chiusi si appoggiano una all'altra
Menopausa è condivisione, potere, serenità (Unsplash)

La menopausa: non la fine, ma un nuovo inizio

E se provassimo, davvero, a cambiare prospettiva nel racconto della menopausa?
Se smettessimo di accettare la solita narrazione—quella che vuole la menopausa come l’inizio della fine—e iniziassimo finalmente a raccontarla per ciò che può essere: un nuovo inizio?

La vita di una donna è fatta di cicli, e ogni ciclo porta con sé trasformazioni, evoluzioni, nuove possibilità. La menopausa può diventare un’occasione potente per riordinare le priorità, valorizzare l’esperienza accumulata, riscoprire passioni dimenticate, coltivare relazioni più autentiche… o anche cambiare strada, lavoro, vita.

Basta con il mito della “perdita”. È ora di riprenderci la narrazione e dire ad alta voce che la menopausa può essere una rinascita. E diciamolo: suona molto più intrigante, no?

Non libertà dal ciclo mestruale, ma consapevolezza del ciclo più vasto in cui siamo

La menopausa non è solo la fine del ciclo mestruale. È una fase dentro un ciclo molto più ampio, fatto di tappe, svolte e risvegli. È l’inizio di un nuovo ciclo, profondamente consapevole.

Per troppo tempo ci hanno impedito di conoscere davvero i nostri corpi. La consapevolezza mestruale è stata ignorata, negata, derisa. Ma la buona notizia è questa: non è mai troppo tardi per impararla. Neanche quando il ciclo scompare.

Personalmente, questa idea—che il ciclo mestruale è solo uno dei tanti cicli della nostra vita—mi ha fatto cliccare qualcosa nel cervello. Mi sono detta: “Ma allora, se i cicli sono tanti e quello mestruale è solo uno, io non finisco solo perché finisce lui. Io continuo!”
E non so voi, ma io questa cosa non l’avevo mai davvero pensata così chiaramente. E invece mi ha fatto un bene enorme. Mi ha rimesso in movimento proprio quando mi sentivo bloccata come non mai.

La menopausa è potere: cominciamo a raccontarlo

Secondo alcune culture native, nella menopausa diventiamo il nostro potere. E no, non è solo una frase suggestiva che ho letto: è un invito.
È il momento in cui possiamo finalmente decidere smettere di vivere dentro i cicli imposti da altri—famiglia, lavoro, società—e iniziare a seguire il nostro ritmo, la nostra verità.

La menopausa è un tempo di riorientamento. Di ascolto. Di scelte nuove. Possiamo decidere con più lucidità, con meno bisogno di accontentare o spiegare.
Possiamo riscoprire chi siamo, davvero, senza filtri, senza finzioni.

Come scrive una autrice della mestrualità (che sì, è una parola vera e potente), la menopausa è come la sera: puoi desiderare divano e silenzio, o tacchi e balera, a seconda della tua giornata.
Entrambe vanno bene. Entrambe sono vere. Entrambe sei tu.

Quindi ora ti chiedo: tu, come vuoi raccontare la tua menopausa da oggi in poi?
Scrivimi, fammelo sapere, condividilo con altre donne.
Perché cambiare la narrazione parte anche da noi. Insieme.

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