In questi mesi sto girando tra India e Sri Lanka e quindi oltre allo yoga non posso mancare di racontarti un po’ dell’Ayurveda! Ne hai già sentito parlare? Si tratta di una disciplina molto antica, come lo yoga appunto, ma forse (ancora) meno conosciuta dello yoga in Italia, e che magari associamo a massaggi, erbe e pozioni varie… Qui ti racconto qualcosa in più per avventurarti in questo mondo affascinante dell’Ayurveda per principianti!
Se entri nel mio blog per la prima volta, benvenuta!
Io sono Fosca , viaggiatrice nell’anima e nel corpo, italiana di origine e al momento in giro per il mondo! Se vuoi sapere qualcosa di più su di me clicca qui!
Il significato e le origini dell’Ayurveda
L’Ayurveda come lo yoga nasce da una saggezza antica che parla di equilibrio, radicata in oltre 5.000 anni di storia, tra le valli sacre dell’Himalaya indiano.
La parola Ayurveda unisce due termini sanscriti: “Ayus” (vita) e “Veda” (scienza). Tradotto? La scienza della vita – un approccio olistico per armonizzare corpo, mente e spirito, e che ha come scopo di assicurare “una vita lunga e in salute” come augura a ogni paziente con un inchino la dottoressa della clinica ayurveda dove sono in questo momento.
Ma la storia dell’Ayurveda non si ferma in India, l’Ayurveda ha viaggiato, adattandosi e arricchendosi. E come primo passo dall’India se ne è andato a zonzo nella vicina Sri Lanka, dove ha assorbito influenze della medicina tradizionale locale, diventando una versione differente, meno “clinica”. Qui, l’Ayurveda non è solo cura, ma un’eredità culturale vissuta con profondo rispetto e tanto orgoglio… Del resto si sa, tra vicini ci si confronta sempre a chi fa meglio e lo stesso è tra India e Sri Lanka per il cricket e l’Ayurveda!
Conoscerne le origini è il primo passo per apprezzarne la profondità dell’Ayurveda. Non è una semplice pratica, ma un modo di vivere – e forse, proprio quello che stavi cercando per questa nuova fase della tua vita?
I benefici dell’Ayurveda over 50

Lo scopo dell’Ayurveda è costruire un benessere a tutto tondo e durevole nel tempo, per questo sono due i modi principali in cui l’Ayurveda agisce per generarlo:
- un detox totale – il nostro stile di vita occidentale è a dir poco sfidante per la nostra salute agli occhi dell’Ayurveda: cibo spesso industriale in quantità eccessive, stress di varia natura, poco e cattivo sonno, abitudini tossiche (alcool e fumo sono le principali cattive abitudini…sorpresa?). Per questo l’Ayurveda agisce per prima cosa sulle pratiche quotidiane ed essenziali della nostra vita: ci nutre con cibo prodotto da ingredienti locali con pochi condimenti e molte spezie, ci insegna una routine di vita più lieve con ritmi regolari e pratiche per favorire un riposo ristoratore, ci aiuta ad eliminare le cattive abitudini (alcool ma anche the e caffè sono banditi e se arrivi con le tue sigarette la dottoressa ti chiede gentilmente di darle tutte a lei!). Come sempre e anche per l’Ayurveda, quello che facciamo tutti i giorni, se lo facciamo bene, conta molto di più che grandi e troppo impegnativi cambiamenti una volta ogni tanto
- risolvere problemi specifici e acuti – con un approccio sempre a 360 gradi, l’Ayurveda può poi intervenire puntualmente su problemi specifici, per esempio ho visto risolvere problemi legati alle giunture che venivano da un blocco all’apparato respiratorio: quindi si è partiti dal risolvere prima quest’ultimo con inalazioni e olio caldo colato sulla fronte (Shirodara si chiama la pratica) e poi si sono aggiunti massaggi specifici alle giunture che già erano diventate molto meno dolenti.
A 50 anni è tempo di prendere il nostro essere seriamente, ma con un tocco di leggerezza. L’Ayurveda mi piace enormemente perchè può aiutarci a ritrovare un equilibrio perduto, ma soprattutto a rinforzare una routine di benessere e cura per noi stesse.
I tre “tipi” dell’Ayurveda per principianti: i Dosha Vata, Pitta e Kapha

Per me l’aspetto più intrigante dell’Ayurveda è la teoria dei tre dosha: Vata, Pitta e Kapha. Questi tre “tipi” rappresentano le energie vitali che, secondo la tradizione, plasmano il nostro corpo e la nostra mente.
- Vata è associato agli elementi aria ed etere ed è collegato al movimento: chi ha una predominanza di Vata tende a essere creativa e dinamica, ma può diventare un po’ volubile, e soffrire di secchezza e insonnia.
- Pitta è associato agli elementi fuoco ed acqua ed è collegato alla trasformazione; le persone Pitta sono spesso determinate, energiche e organizzate, ma devono stare attente a non eccedere con lo stress o le fonti di calore interno (niente peperoncino per noi ragazze Pitta!)
- Kapha è associato agli elementi terra ed acqua ed è collegato alla stabilità: chi ha un dosha Kapha predominante è generalmente calma, stabile e affettuosa, ma può diventare incline a letargia o rallentamenti. E se litighi con una Kapha, difficilmente avrai il suo perdono!
E io che Dosha mi sono trovata?
Io ho scoperto di essere prevalentemente Pitta, ma con un Vata piuttosto importante quindi sono un tipo Pitta-Vata. E’ stata una interessante scoperta perché per molta parte della mia vita e nel mio lavoro precedente di ingegnera mi sono sentita molto Pitta, nel mio modo di fare, agire, persino nel vestire. Anche agli occhi delle persone intorno a me, nei loro commenti e ritorni io ero Pitta, energica, determinata. Poi quella vita e quel lavoro sono terminati e la mia natura Vata è ri-emersa in tutto il suo splendore con la creatività, i piani che cambiano e una nuova leggerezza… al momento le due sono entrambe in gioco, in equilibrio come lo erano in origine ma che per me è tutto nuovo!
A cosa serve sapere quale tipo di Ayurveda sei?
Comprendere quale “combinazione” unica di dosha ti caratterizza fin dalla nascita (ebbene si, ereditiamo anche questo dai nostri genitori), che rappresenta quindi il tuo stato di equilibrato benessere, può esserti utile in due modi:
- può accompagnarti nel corso della vita tutta a scegliere abitudini, alimenti e attività più in sintonia con la tua natura, favorendo così equilibrio e benessere nelle varie fasi della tua vita, anche nei cambi che possono arrivare dopo i 50 anni!
- può aiutarti in momenti complessi, con l’aiuto di un’esperta, a capire quale dosha è fuori squadra e darti qualche strumento in più per riassestarti. Lo squilibrio varia in ogni momento della vita, dipende da noi e da mille fattori esterni e si esprime con vari sintomi. L’importante è capire cosa è fuori asse e farlo tornare a posto con i rimedi giusti!
L’Ayurveda non è una scienza al millimetro, ma fornisce comunque indicazioni, pratiche e rimedi mirati ed efficaci (esperienza provata!) per ascoltare e rispettare i propri ritmi interiori, oltre che darci una mano nei momenti di difficoltà.
Sei curiosa di capire quale combinazione di dosha puoi essere e quali sono i segni di disequilibrio per ogni Dosha? Per sapere quale combinazione sei puoi fare il test che ti consiglio!
Come funziona l’Ayurveda

Dopo qualche settimana in una clinica ayurvedica, ho capito che questa antica pratica si regge su tre pilastri, semplici ma ben ancorati nella sua storia millenaria:
- Il primo? I rimedi a base di erbe, preparati dai esperte locali con piante che l’India e lo Sri Lanka utilizzano da millenni. E non si tratta solo di semplici infusi, ma anche pillole, impiastri, sciroppi, insomma in tutte le forme e consistenze, che diventano i nostri alleati per riequilibrare l’organismo. I vari preparati vengono scelti in base alle caratteristiche individuali e ai bisogni specifici di ogni persona…io ne ho provati svariati e alcuni sono deliziosi, altri da tapparsi il naso, ma tutti efficacissimi!
- Il secondo è un’alimentazione consapevole, prevalentemente vegetale, che non è una dieta rigida, ma un invito a scegliere con più consapevolezza quello che ci nutre, in sintonia con il proprio corpo, in modo da assicurarci un nutrimento che possa tenerci in vita bene e il più a lungo possibile. Questa alimentazione è per quanto possibile attenta alle stagioni (qui in Sri Lanka una sola, caldo umido!), alle combinazioni di cibi e ai modi di cottura, pensata per sostenere il corpo e la mente senza appesantire
- Infine, i trattamenti tradizionali, come massaggi con oli medicati e bagni di vapore, tecniche che sembrano rituali di benessere ma hanno radici scientifiche ben precise. Tra tutti questi spiccano le pratiche di purificazione come il Panchakarma di cui ti parlo nel prossimo paragrafo
Come lavorano insieme i vari aspetti dell’Ayurveda?
Questi tre aspetti lavorano insieme per aiutarti a ritrovare equilibrio, energia e benessere, soprattutto in una fase della vita come quella dopo i 50 anni, in cui prendersi cura di sé non va dato per scontato. Siamo un’auto su cui vogliamo viaggiare ancora confortevolmente e a lungo e quindi l’Ayurveda è il nostro “tagliando”, come dice il dottore qui con aria sognante parlando di BWM ad ogni visita, evidentemente appassionato di auto tedesche!
L’Ayurveda per principianti o esperti, non è solo una filosofia, ma una pratica quotidiana che ci accompagna in un percorso di cura, verso una versione più serena e consapevole di noi stesse. Una praticha l’Ayurveda che non ti chiede di stravolgere la tua vita, ma di ascoltarla con più attenzione. E, credimi, dopo i 50, questo è un meraviglioso regalo che possiamo farci.
Panchakarma: il detox ayurvedico per ritrovare equilibrio e benessere

Se sei arrivata fino a qui, è ora di raccontarti il principale metodo dell’Ayurveda per purificare il corpo e la mente, il Panchakarma. Questo metodo non è una semplice detox temporanea, ma un processo profondo e strutturato, alla base della pratica Ayurveda fin dalla sua origine.
Il termine Panchakarma significa letteralmente “cinque azioni” (pancha = cinque, karma = azioni) e indica una serie di trattamenti mirati a eliminare le tossine accumulate, riequilibrare i dosha (Vata, Pitta, Kapha) e ripristinare l’armonia fisica e mentale. Le cinque tecniche principali includono:
- Virechana (purga intestinale) – per ripulire l’intestino, ottima per le Pitta
- Basti (clisteri medicati) – per bilanciare le Vata e disintossicare il colon
- Nasya (pulizia nasale) – per liberare seni paranasali e migliorare la mente, questa per le Kapha
- Vamana (terapia emetica= vomito indotto) – per purificare stomaco e vie respiratorie, usato con parsimonia perchè molto intenso e non da tutte sopportato, l’ho provato in India e ci ho messo un giorno a riprendermi!
- Raktamokshana (sanguisughe o salasso) – oggi molto meno comune, usato per purificare il sangue
Queste procedure (le prime tre usate abitualmente) vengono accompagnate con massaggi, dieta specifica e trattamenti a base di oli per ammorbidire e mobilizzare le tossine.
Il risultato è sicuramente maggiore energia, digestione migliorata, mente più lucida e un senso di leggerezza duraturo, ma per molte soprattutto visto che parliamo di Ayurveda per principianti, il Panchakarma può risultare intenso, fisicamente ed emotivamente. Le purghe fisiche ed emotive sono sempre dietro l’angolo
Per questo il Panchakarma deve essere un percorso personalizzato, da affrontare sotto la guida di dottoresse Ayurveda esperte e con un team preparato.
E ora pronte Ayurveda e via!
Cosa ne pensi ora dopo questo riassunto dell’Ayurveda per principianti? Se cerchi un vero reset per corpo e mente, potrebbe essere la svolta che stavi aspettando!
Mi raccomando prima di scegliere informati e leggi bene referenze e resoconti per non incappare in spiacevoli sorprese! Scrivimi cosa ne pensi e se hai bisogno di qualche indicazione per trovare la clinica o il resort Ayurveda che fa per te!
