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Cosa succede al corpo dopo i 50 (e perché sembra diverso)

Pane fatto in casa

È sabato sera, sono di nuovo in Francia a trovare la mia dolce metà e sto scrivendo mentre per casa si diffonde il profumo del pane che ho appena infornato. Mi fa stare bene.

E così mi è venuto naturale pensare a come vivevo il mio benessere fino a qualche tempo fa.

Per anni ho affrontato (termine non a caso) il benessere come affrontavo il lavoro: se qualcosa non funzionava, cercavo la soluzione più efficace. E rapida.

Un corso. Una nuova routine. Un metodo che suonava accattivante.

Aggiungevo. E devo dire che funzionava quasi sempre.

Poi qualcosa ha cominciato a cambiare.
E tu, quando hai notato qualcosa di simile?

Se entri nel mio blog per la prima volta, benvenuta.
Io sono Fosca: ingegnere di formazione, insegnante di yoga per scelta, e da qualche anno in viaggio tra corpo, lavoro e nuove traiettorie. Se vuoi sapere qualcosa di più su di me, puoi curiosare qui.

Intorno ai 50, chi prima chi dopo, sentiamo che qualcosa cambia nell’aria: l’energia è diversa, magari come è successo a me cambia il ritmo del sonno e di giorno ogni tanto mi concedo uno Yoga Nidra per ricaricarmi.

Anche il recupero è diverso: magari non nuoto più 5 km a botta ma 2 km un paio di volte a settimana, così ho il tempo di recuperare tra una nuotata e l’altra e di godermela pienamente.

Perché diciamocelo: se non ci ascoltiamo rischiamo di aggiungere un bel po’ di tensione inutile, e il nostro corpo in questa fase sembra essere particolarmente sensibile allo stress. Avete notato anche voi?

Meglio quindi fare attenzione a come reagiamo a quello che arriva da fuori, e se possibile evitare di aggiungere anche quello che nasce dalle nostre aspettative.

È un po’ come rendersi conto che la vecchia equazione forza di volontà → risultato non funziona più allo stesso modo.

Non è che il corpo smetta di funzionare. È che smette di rispondere ai vecchi comandi.

Forse dopo i 50 il problema non è il corpo

Due donne a 50+ anni il cui corpo ci sostiene anche su un trapezio
A 50+ anni il nostro corpo ci sostiene anche su un trapezio (CAB, Unsplash)

Se c’è una cosa che il corpo fa benissimo è mandarci segnali.
Ci parla continuamente, in mille modi. Da sempre.

Solo che anche noi siamo bravissime a non ascoltarlo.

Un mal di testa che ci portiamo dietro fin da ragazze.
Il sonno che cambia poco a poco, nel mio caso nell’arco di tre anni, senza che questo basti a far cambiare davvero qualcosa nelle nostre abitudini… finché non ci troviamo esauste.

Oppure quella stanchezza che non passa con un weekend tranquillo e che ci fa dire:
“Eh, devo aspettare le vacanze per riposarmi davvero.”

Molto spesso diamo la colpa allo stress.
A una settimana pesante.
All’età che avanza, detta con un mezzo sorriso (e la morte nel cuore).

E se invece fosse semplicemente il corpo che sta dicendo: “Guarda che così non funziona più”?

Dopo i 50 diventa sempre più difficile ignorarlo.
Certo, volendo si può sempre fingere una bella sordità… ma il corpo, prima o poi, alza il volume.

A un certo punto il corpo smette di stare zitto

Possiamo ignorare i segnali per anni. Diciamocelo: siamo in molte cintura nera in questo.

Ma a un certo punto il corpo cambia strategia.

Dopo anni passati a spingere un po’ di più, dormire un po’ di meno e magari, come me, aggiungere un’altra cosa alla lista, il corpo finalmente decide di dire la sua.

Ed è lì che pratiche come lo yoga diventano interessanti.

Non perché risolvano tutto.

Ma perché ci insegnano una cosa molto semplice: come stare dentro al corpo invece di cercare continuamente di superarlo.

Non ci dobbiamo riparare. Ci dobbiamo ascoltare.

Viso di manichino rotto
Non ci rompiamo, dobbiamo ascoltarci (Lily Salmon, Unsplash)

Dopo i 50 non è che il corpo smetta di funzionare, come spesso ci sentiamo ripetere in mille modi. Non ci rompiamo mica all’improvviso.

È solo che smette di essere silenzioso.
E ci costringe, in un modo o nell’altro, a prestare attenzione.

Forse è proprio questo il cambiamento più grande di questa fase della vita: diventa molto più difficile vivere come se il corpo fosse solo un mezzo per fare tutto il resto.

Negli ultimi mesi mi sono accorta che questa stessa sensazione non è solo mia.

Il progetto su cui sto lavorando nasce da qui: uno spazio dove corpo, ritmo e scelte possano finalmente parlarsi.

È esattamente quello a cui sto lavorando in queste settimane. Mancano ancora pochi dettagli.

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