Se mi chiedeste oggi come sto, vi direi: dormo ancora poco, nuoto tantissimo e dimentico le parole più semplici.
E io pensavo che il difficile fosse lasciare un lavoro di venticinque anni…
In realtà sto scoprendo che la sfida più grande è ricostruire me stessa mentre il mio cervello decide ogni tanto di andare in modalità risparmio energetico.
Eppure c’è una cosa che non mi aspettavo. In teoria la perimenopausa è acqua passata: sono ufficialmente in menopausa da quasi cinque anni. E invece mi sembra di essere finita in Ritorno al futuro… ed essere tornata quando tutto è cominciato, circa dieci anni fa.
Se sei ancora nei tuoi 40+ e pensi che a te non tocchi ancora, questo articolo è per te!
E se vuoi scoprire dove sei nel tuo viaggio prova a fare il mio quiz.
Le notti insonni che non rubano solo il sonno. Ti rubano anche un pezzo di te.
Sono mesi che mi sveglio alle 3…ma magari! Mi sveglio alle 2, alle 4 e via dicendo, più volte per notte.
Mi sembra di essere immersa in una nebbia nella notte, invece è estate, la luce arriva alle 6 e vorrei saltare fuori dal letto e fare mille cose ma la mia energia è a zero ed ogni giorno sembra un po’ meno, così mi chiedo quanto ancora resisterò in questa maratona.
E invece di correre (che non mi viene tanto bene) ho ripreso a nuotare intensamente: il nuoto è diventato il momento in cui il mio cervello finalmente respira, in cui non mi sento mai stanca. Incredibile come funziona il nostro corpo vero?
lo so che l’ho detto già, ma ora lo ripeto ancora più convinta in questi ultimi mesi: ho scoperto che il mio corpo non è contro di me. Sta solo parlando una lingua che sto ancora imparando.
La creatività esiste ancora. Deve bucare il brain fog!
In questa fase della vita sto creando qualcosa di nuovo, altro che comfort zone, mi sono buttata proprio fuori da tutto quello che conoscevo.
E proprio ora, quante volte la mattina mi capita di aprire il computer e dimenticare cosa volevo scrivere, o di dirmi “Oggi no, non riesco proprio, non mi viene in mente nulla!”.
Oppure scrivo qualcosa e cambio dieci volte una frase, perché non mi piace, perché non mi sento brillante come vorrei…(ah si perché anche lo spirito critico quando sei sotto in energie decide di risorgere).
E poi come oggi mi dico che la mia creatività non è sparita. È soltanto costretta a farsi strada nella nebbia mentale, meglio conosciuta come “brain fog” in peri-menopausa.
Il brain fog è uno dei sintomi più comuni della perimenopausa e come vedete nel mio caso sta durando anche oltre, ma non significa certo “stare perdendo la testa”.
Sai cosa dicono gli studi di neuroscienza condotti in Nord America (Lisa Mosconi forever!)? Che è come chiedere al cervello di Tom Cruise, lanciato alla guida di un aereo in Top Gun, concentrato su una missione super importante, “Dove hai messo le chiavi di casa?”.
Ecco se qualcuno davvero lo chiedesse al nostro Tom, sappiamo che si sarebbe già schiantato mille volte no? E invece noi continuiamo a chiedere al nostro cervello impegnato in una mega-riorganizzazione che viene dal cambio ormonale, dove abbiamo parcheggiato l’auto, come si chiama quel collega incrociato una volta e così via.
E questo pure a basso voltaggio di energie. Un po’ troppo no?
Non sto ricominciando da zero. Sto costruendo una nuova identità.

Una mia amica or ora mi ha detto con un tono da scappellotto morale “ Ma tu non stai ricostruendo tutto da zero, ci stai mettendo tutto quello che sei stata fino ad ora!”. Me lo scordo spesso in effetti giusto per stare in tema.
Di sicuro non sono più solo: l’ingegnera, la manager, quella del CV internazionale.
Ma di certo non sono ancora ancora completamente una divulgatrice, una accompagnatrice di donne in questa fase di vita e tutto quello che non so ancora cosa diventerò.
Questa terra di mezzo è scomodissima. Ma non smette di essere interessante per me.
Ho 51 anni. Dormo meno di quanto vorrei.
Il mio cervello ogni tanto nasconde le parole come se fossero le chiavi di casa.
Però continuo a costruire.
Sto scoprendo che questa transizione per me non significa diventare una versione definitiva di me stessa. Significa imparare ad abitare, con un po’ più di ironia, tutte le versioni che arrivano. E anche a guidare nella nebbia con il parabrezza appannato dopo che hai trovato le chiavi malefiche!
E tu a che punto sei? Come ti senti in questo momento della tua vita? Raccontamelo, posso diventare il tuo post-it per ritrovare le tue chiavi di casa.
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Ti aspetto!