A che punto sei del viaggio?

Reinventare il futuro nella cameretta dei miei sedici anni. A 50 anni, ovviamente.

cameretta rosa

Ho 51 anni, sto reinventando la mia vita. E lo faccio dalla stanza in cui sono stata adolescente.

Sembra quasi un’immagine romantica: copriletto rosa, poster dei miei cantanti e attori preferiti, la mia scrivania del liceo con sopra la scatola dei miei CD (!) preferiti…

La realtà è un po’ diversa. Il copriletto non è mai stato rosa, ma blu, il mio colore preferito. La scrivania è invasa dagli attrezzi da pittore di mio padre e ho l’impressione che lo spazio per me si sia ristretto. Non lo sento del tutto “mio” come quando avevo sedici anni.

Un posto dove appendere il cappello

Ho girovagato parecchio nella mia vita. Non solo per viaggi e vacanze o durante il sabbatico: anche per lavoro ho vissuto in paesi diversi.

E ho sempre adorato questa componente di “instabilità”: cambiare casa abbastanza spesso e, soprattutto, sentirmi a casa in un posto nuovo velocemente.

Tanti anni fa ho letto Anatomia dell’irrequietezza di Bruce Chatwin, forse uno dei più grandi viaggiatori di tutti i tempi. Il suo racconto di come, a un certo punto, avesse sentito il bisogno di avere un posto cui tornare, dove appendere il suo cappello, mi aveva colpita. Ma poi era rimasto in un angolo della mia testa.

Come ripescata tra le cose che avevo messo da parte, quella frase è riemersa in questi mesi, mentre tanti pezzi della mia identità sono in transizione.

E, sorprendendo per prima me stessa, avere un luogo che sento “mio”, dove ritrovarmi, dare spazio alla mia creatività e alla nuova me, è diventato più importante di quanto non lo fosse finora.

Nuovi no e nuovi sì

Perché questo bisogno di uno spazio mio emerge proprio adesso? Cosa è cambiato rispetto alla me che trovava casa facilmente ovunque?

In peri- e menopausa mi è successo di sentire cambiamenti non solo nel corpo. Soprattutto, sono diventati molto più evidenti alcuni “sì” e alcuni “no” a cose parecchio diverse da prima.

Per esempio, sì alla motivazione in quello che faccio e no alle mille vuote presentazioni PowerPoint. Sì alla curiosità di sperimentare qualcosa di nuovo e, decisamente, no a dormire sul divano delle amiche cambiando casa ogni settimana!

Non so ancora quanto di questo cambiamento sia menopausa, quanto età, quanto quello che mi è successo negli ultimi anni. E forse non ho nemmeno bisogno di saperlo perfettamente.

Di certo ti direi di ascoltare questa voce, che può emergere durante la peri-menopausa, e darle spazio, tempo e tante coccole. Prima che si trasformi in un lanciafiamme, bruciando tutto quello della tua vita passata cui vuoi dire no, senza sapere ancora bene a cosa vuoi dire sì.

Dove si costruisce il futuro quando la vita non assomiglia a quello che avevi previsto

Fosca al lago
Al lago io che navigo un po’ a vista e un po’ no (Fosca Romani 2026)

Una cara amica, con cui parlavo recentemente di case e luoghi da abitare, mi ha detto che la menopausa in fondo assomiglia all’ennesimo trasloco: spesso non sai bene dove andrai, sai solo che vuoi andartene da dove sei. Sempre che tu non l’abbia già fatto.

E io le ho chiesto, con un po’ di ansia devo ammetterlo: “E tu che consiglio mi daresti allora? Che faccio? Vivo squattando case con uno zaino in spalla? Riparto per un sabbatico?”

Lei mi ha risposto: “Immaginati che quelle ‘case’ intermedie lo siano per brevi periodi e allenati a viaggiare il più leggera possibile.”

L’ho ascoltata. Ci ho pensato. E ci sto provando.

Non è proprio facile, ma sono tra le dritte migliori che abbia ricevuto: immaginare di abitare una casa anche solo per un breve periodo ha alleggerito il peso di dover trovare una casa “per sempre”. E viaggiare leggera (di oggetti e di testa!) rende più semplice non solo spostarmi quando arriva il momento, ma anche non aggiungere altro peso allo stress di una ricostruzione che è già, di per sé, un trasloco.

La mia cameretta a sedici anni era il posto da cui immaginavo il futuro. A 51 anni, lei e le altre case in cui sto vivendo sono diventate, in modo completamente imprevisto, i posti da cui sto iniziando a immaginarlo di nuovo.

Se anche tu stai cercando di capire dove appendere il cappello nella seconda metà della vita, nella mia newsletter continuo a raccontare quello che sto scoprendo lungo la strada.
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